Tu sei qui: Home Alcune Critiche Roberto Presicci - Novembre 2003
Filippo Scimeca - Scultore e Pittore
SPETTATORI DELL'INFINITO
Milano, novembre 2003.
di Roberto Presicci

Questo vuole essere un viaggio dentro la materia, dentro la "sezione aurea" della plasticità, dentro l'infinita fenomenologia del cosmo, dentro l'archetipica e vorticosa alternanza casuale del mondo.
Esso sarà senza tappe e senza meta.
Vi condurrà lontano da voi stessi e dentro voi stessi, in quanto parte fondamentale del progetto vitale del mondo.
Le tele e le sculture di Filippo Scimeca, nella loro cosmica perfezione costruttiva, ci attirano verso un profondo infinito sensoriale, senza confini fisici, dove ritrovare l'essenza intima del nostro "essere umani".
Essenzialità della forma, sinteticità della struttura, armonia primordiale del significanti muovono dalle opere dell'artista per presentarci uno spazio deduttivo che supera se stesso confermando la relatività del tempo e l'alterabilità dello spazio.
Non siamo di fronte a delle opere "statiche" quindi che si crogiolano nella loro tautologica presenzialità, ma mostrano un collegamento sostanziale con la relatività del loro stesso essere nel mondo, pronte a generare un equilibrio destabilizzante verso una nuova organizzazione della materia.
L'espressività di Filippo Scimeca, movendosi tra essenzialità formale e profondità concettuale, rappresenta una poetica che non aspira alla quiete dell'intelletto, ma attraverso la relatività cosmica del suo stesso sguardo, vuole offrirci appigli instabili dai quali ripartire verso l'infinità del mondo.
Quindi la perfetta alternanza cromatica, la folgorante distribuzione coloristica, la stabile in-stabilità delle tele di Filippo Scimeca supportano la relatività del mondo, sviluppando la loro stessa essenza nella convulsa alternanza del cosmo.
Nella perfetta minimalizzazione di una struttura, nella equilibrata organizzazione della materia, nella essenzialità della forma, le sculture dell'artista, pur nella loro monumentale matericità, si strutturano di forme relativistiche che trovano risoluzione nella più profonda mutevolezza.
Esse non sono punti di ultima formalizzazione della scultura, bensì di partenza verso lidi sconosciuti che nascono e muoiono nella velocità del mondo per rigenerarsi all'infinito.
L'opera tutta di Filippo Scimeca di autodetermina come la più instabile e durevole struttura del mondo contemporaneo generando un'affascinante ed inaspettata mutevolezza della nostra essenza umanoide.
Questo navigare alla deriva nel ventre del mondo, questa fluttuazione nella sua lirica placenta, questo galleggiare nell'incertezza storica dell'universo ci dà la possibilità di scoprire che siamo sempre diversi e mai uguali a noi stessi pur percependo l'essenza più profonda della cose.
Quindi il lavoro di Filippo Scimeca mettendo in luce la relatività del cosmo, mette in primo piano la nostra relatività, affascinandoci con la potenza espressiva delle sue sculture e la vorticosità cromatica delle sue tele.

 
Design by Next Level Design Lizenztyp CC